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1989-2004
15 ANNI DEL GRUPPO ABRAMO
Rinnovamento nello Spirito Santo
Visita di S.E. Mons. Cesare Nosiglia
Arcivescovo di Vicenza al Gruppo Abramo

CHIAMPO 22 APRILE 2004
PRESENTAZIONE DEL COORDINATORE DEL GRUPPO ABRAMO LUCIANO BARON
Grazie, caro Vescovo Cesare per essere qui in mezzo a noi. Noi l’attendavamo con gioia. Vogliamo confermarle il nostro affetto filiale e la nostra obbedienza alla Chiesa. L’essere radunati intorno al nostro Vescovo non è solo motivo di gioia ma anche segno di ecclesialità del movimento.
Quest’anno festeggiamo i 15 anni del Gruppo Abramo del Rinnovamento nello Spirito Santo, nato per iniziativa dei responsabili diocesani del Rinnovamento e di alcuni laici che avevano fatto una profonda esperienza della potenza dello Spirito Santo nella loro vita.
Il Gruppo è interparrocchiale e fin dall’inizio siamo stati accolti dalla disponibilità di questa comunità francescana alla quale vogliamo esprimere la nostra gratitudine. Il Gruppo Abramo propone un cammino di conversione e di incontro personale con Gesù attraverso la riscoperta dell'azione dello Spirito Santo nella vita cristiana, della preghiera, della Parola di Dio e dei Sacramenti. Prioritario è l'impegno per la nuova evangelizzazione tanto auspicata dal Papa, oltre ad una forte attenzione all'ambito sociale. Un’evangelizzazione a 360 gradi: mondo giovanile, famiglia, persone sofferenti (ammalati, carcerati, disabili).
Caro Vescovo Cesare, la sua presenza in mezzo a noi ci rinfranca nella fede in Cristo Risorto e siamo disponibili ad accogliere la Sua parola di apostolo, maestro ed amico, per essere più impegnati come laici credenti. Molti di noi non lo erano o erano cristiani tiepidi prima di entrare nel Rinnovamento nello Spirito Santo; altri, alla luce degli orientamenti pastorali della nostra Diocesi “cristiani non si nasce ma si diventa”, stanno muovendo i primi passi verso la conversione a Gesù.
Desideriamo questa sera pregare insieme a Lei, guidati dallo Spirito Santo, uniti in un sol corpo e in un solo spirito.
Da parte nostra, le assicuriamo la nostra preghiera personale e comunitaria, chiedendo al Signore che la mantenga in buona salute affinché possa dedicarsi pienamente al suo ministero di Pastore gioioso e dinamico della nostra Diocesi e che il suo ministero sia sempre fecondo e coronato dai frutti dello Spirito.
Ancora grazie , nel nome del Signore Gesù. Alleluia
SALUTO DEL VESCOVO AL GRUPPO ABRAMO
Sono stato 35 anni a Roma, 12 anni da vescovo; soprattutto in questi 12 anni ho avuto modo di conoscere ed incontrare tante comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo e altre comunità carismatiche.
Vi confesso che la vita di un Vescovo è una vita abbastanza stressante ed impegnativa come la vita di voi tutti, non c’è molta differenza; però ogni tanto sentivo fortemente il bisogno, come dice il Signore: “venite in disparte e riposatevi un po’”, del riposo spirituale che ti dà la preghiera, dell’affetto, dell’amore della gioia di una comunità. Perciò, diverse volte mi rifugiavo nelle comunità del Rinnovamento nello Spirito perché, dico sempre, che erano la mia riserva segreta in cui recuperare entusiasmo, forza, consolazione, speranza nel mio ministero di vescovo, in quella città che era Roma.
Quando sono arrivato qui ho chiesto se ci sono movimenti e con grande gioia ho scoperto che c’era anche il Rinnovamento nello Spirito. Volete essere la mia riserva segreta?
Io ritengo che la preghiera nello Spirito e con lo Spirito sia la forza fondamentale di cui abbiamo bisogno; una forza carica di gioia, di entusiasmo per la fede in Gesù Risorto e per la Sua presenza di cui ha bisogno innanzitutto il vescovo, che deve predicare e annunciare continuamente Gesù.
Questa sera per me, è un momento bellissimo, carico di grande emozione e di grande gioia nel trovarvi qui tutti insieme, per poter pregare con voi, scambiare il dono della Parola e sentire i vostri cuori che battono all’unisono fortificati dall’amore dello Spirito per l’unico Signore che è Cristo.
Questo è ciò che questa sera voglio sperimentare con voi, come ho sperimentato tante volte nelle Comunità del Rinnovamento nello Spirito a Roma, e poter trovare anche qui a Vicenza un punto di forza e di riferimento, non solo questa sera.
Guardo negli occhi tutti questi giovani e mi sono sempre meravigliato, stupito della presenza di tanti giovani nel Rinnovamento, nelle Comunità carismatiche e sono veramente contento di vedervi qui, carissimi.
Voi siete la mia anima! Il vescovo non può vivere senza i giovani. Né senza voi adulti, certo.
Ho bisogno come l’aria che respiro di avere questo rapporto profondo, sentito, sincero con voi.
Allora il fatto di trovare qui tanti giovani nel corpo e giovani nello spirito mi consola molto. Preghiamo insieme e chiediamo al Signore che questa sera ci faccia risentire con forza la sua presenza, la presenza del Suo Spirito, che ci renda una comunità unita, unita nell’amore, unita nella forza della testimonianza di cui ciascuno deve farsi carico, io come vescovo e voi come sacerdoti, religiosi, laici del mondo, perché questo mondo ha bisogno dello Spirito, ha bisogno di una nuova Pentecoste che dia veramente forza, vigore, speranza alla Chiesa e all’umanità intera.
DISCORSO DEL VESCOVO
Il mio animo e il mio cuore gioisce questa sera perché voi carissimi avete confermato la mia fede; l’apostolo deve confermare la fede ma deve anche ricevere continuamente questa conferma da tutti voi.
Io ringrazio il Signore e ringrazio il Suo Spirito perché questa sera, ho sentito veramente dentro di me l’amore di un tempo, l’amore che mi ha condotto a scegliere Gesù. Quando ero giovane come voi, ho sentito nel cuore la chiamata a seguirlo sulla via del sacerdozio; un amore profondo, un amore unico, irripetibile che forse poi, nel corso di tutta la mia vita sacerdotale, è stato confermato tante volte ma anche purtroppo disatteso perché non è facile mantenere fino in fondo la forza iniziale dell’amore che ti ha spinto a scegliere, a scegliere fino a dare e a mettere a disposizione tutta la tua vita per il Signore e per gli altri.
Questa sera ho sentito rinascere dentro di me questo amore e vi ringrazio. Vorrei, se fosse possibile, che come un libro aperto il mio cuore si aprisse davanti a voi e poteste leggere quanto io amo Gesù Cristo e quanto sono disposto a spendere per Lui, fino a dare la vita se è necessario, sì!
Fino a dare la vita perché non c’è assolutamente possibilità nell’ amore di mettere delle barriere, dei traguardi intermedi, mediocri: o ami veramente fino in fondo o non ami per niente.
E questa sera ho sentito risuonare dentro di me il rimprovero che nella Lettera a Laodicea viene rivolto all’angelo della Chiesa di Laodicea. L’angelo è il Vescovo perché è il messaggero, il testimone della Pasqua del Signore. Dice l’Apocalisse: “Tu ti credi ricco perché fai molte cose, perché operi, perché cammini tutto il giorno”; quanto ho camminato in questi mesi in tutta la Diocesi! ”Tu forse ti credi a posto perché distribuisci continuamente la Mia Parola? Ma fino a che punto la vivi questa Parola? Fino a che punto questa Parola è veramente espressione della tua testimonianza vera e sincera?”; e dice ancora: “Tu non sei né freddo né caldo, sei tiepido”.
Quello che io voglio chiedere al Signore questa sera con voi è che io non sia un Vescovo tiepido nell’amore a Cristo e verso di voi e verso tutti i fedeli che mi sono stati affidati, perché il peccato più grave è la tiepidezza. A volte siamo caldi, a volte siamo freddi e il Signore ci accetta.
Certo quando siamo caldi nell’amore come questa sera, il Signore ci accetta, ci è vicino, ci accoglie. A volte siamo freddi distanti da Lui, ma Lui ci accetta lo stesso, paradossalmente ci accetta anche quando siamo lontani da Lui. Ma quello che Dio non accetta è la mediocrità, è la tiepidezza, è il tenere il piede in due staffe cioè amare Lui e amare il mondo, questo non lo accetta: “Io ti rigetto; convertiti, torna al tuo amore di un tempo”. Vorrei veramente tornare all’amore profondo che mi ha fatto dire il mio sì e vorrei potervi dire quanto ho amato e amo e voglio amare Gesù, Gesù Signore della mia vita, Gesù il Risorto, il Vivente.
Per credere veramente in Lui bisogna vederlo, bisogna fare esperienza. I due discepoli di Emmaus camminavano da Gerusalemme a Emmaus e non lo vedevano; Gesù era lì vicino ed era lo stesso che avevano incontrato per tre anni; non era cambiato, era risorto e non lo riconoscevano. Come mai? Come è possibile avere vicino una persona che conosci da tanto tempo e non vederla? Perché non avevano più amore, non avevano più fede, una fede carica di amore. Chi non ama non vede niente, non vede Gesù, non lo scorge vicino a sé, lo pensa un personaggio, un qualcosa di astratto, lontano; è solo attraverso lo Spirito Santo che i nostri occhi si aprono, il nostro cuore accoglie la Sua presenza nella Parola che riscalda il cuore, nell’Eucaristia, nello spezzare del pane, come succede poi con i discepoli di Emmaus.

Per vedere bisogna amare, per amare bisogna avere questa fonte primaria dell’amore che è lo Spirito Santo, che è un Dono, il Dono dei Doni.
Vieni Spirito Santo, riempi il cuore di ciascuno di questi fedeli, fa’ loro vedere la tua presenza, la presenza di Gesù nella loro vita di tutti i giorni (scuola, università, famiglia….), non solo qui questa sera, ma continuamente quando camminano nel mondo, nella storia, nella realtà di ogni giorno, nei giorni tristi e sfiduciati, pieni di difficoltà. Non sono mai soli! Tu sei lì che cammini con loro, accogli le loro domande, le loro difficoltà, le loro richieste.
A volte non Ti vediamo, pensiamo che Tu sia là dove ti abbiamo collocato, quasi come una statua.
No! Tu sei una Persona viva e cammini con noi ogni giorno. Donaci allora questi occhi del cuore, questo amore profondo dello Spirito che ci fa gioire della Tua presenza;
questo è ciò che voglio chiedere in modo particolare per me questa sera e per ciascuno di Voi, confermando la vostra preghiera e la vostra fede. Ma è la gioia, e solo la gioia, che può donarci veramente questi occhi, questo amore per vedere Cristo. I due discepoli quando scoprono che veramente è Gesù, pieni di gioia ritornano a Gerusalemme e lì annunciano: ”Davvero Gesù è risorto, sì l’abbiamo visto, l’abbiamo incontrato, l’abbiamo riconosciuto dallo spezzare del pane”.
Io vi chiedo, a voi giovani in particolare, a tutti voi, di essere testimoni di questa gioia della Resurrezione. Innanzitutto nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità. Bisogna fare in modo che le nostre comunità quando celebrano l’Eucaristia, quando vivono insieme la Pasqua del Signore, quando si amano, testimonino questa gioia. Troppo tristi sono le nostre comunità; come possono annunciare Cristo al mondo se sono così scoraggiate, così sedute, così prive di speranza? Questo è il vero compito missionario poichè la vera missione, è stato detto e ripetuto molte volte, è portare al mondo Cristo Signore. Questa è la missione innanzitutto della Chiesa; Vi chiedo di amare questa Chiesa, di amarla profondamente, portando dentro questa Chiesa la vostra giovinezza, la giovinezza dello Spirito, portando la speranza e la certezza che Cristo Risorto è con voi, come avete detto con sincerità e come abbiamo detto e pregato questa sera. Siate quindi come il lievito, lievito d’amore, lievito di gioia, lievito di speranza, di forza Pasquale nelle nostre comunità perché, allora sì, se tutta la Chiesa, se la comunità annuncia, testimonia con gioia, con forza Gesù Risorto, allora veramente la Parola di Dio darà la sua forza di nuovo nel cuore di tante persone. Se le nostre assemblee alla Domenica vibrassero di questa gioia che abbiamo sentito questa sera, se veramente potessero gustarla fino in fondo! Allora bisogna che ciascuno di noi si senta missionario, innanzitutto nella propria famiglia, nella propria comunità, poi potrà andare anche fuori, per annunciare come è necessario che davvero il Signore è risorto, senza paura, senza timore, là dove c’è tanta gente.
Come i discepoli di Emmaus che camminano sfiduciati vicino a Lui, tanti vostri coetanei, ragazzi che sono anche molto allegri, pieni di festa esteriormente, di divertimento, di tante cose, ma quando si spengono le luci della discoteca, della festa, quanta tristezza, quanta noia, quanta indifferenza, perché non è quella la vera gioia. La gioia è frutto dello Spirito che nasce dall’amore della donazione di sé e dalla fraternità. Così, come l’abbiamo sperimentato questa sera, il Signore è la nostra gioia, Lui è la nostra gioia! Purtroppo il mondo a volte non capisce, forse neanche noi. Parliamo di gioia, di pace, di giustizia, di amore, ma tutti questi termini sono astratti se non sono radicati in Gesù Cristo. Al posto di questi termini mettiamoci Gesù Cristo, Gesù è pace, Gesù è l’amore, Gesù è veramente la salvezza di ogni uomo. Non c’è un altro nome sotto il cielo in cui gli uomini possano essere salvati. Alleluia, Gloria Alleluia, Lode Gloria e onore a Te Signore Gesù! Quando ero a Tor Vergata, c’erano due milioni di giovani e il Papa vi ha detto: ”Cari giovani, quando voi cercate l’amore, l’amore bello, puro, vero, sincero, voi cercate Gesù Cristo; quando voi cercate la pace, la pace vera autentica, quando voi lottate per un mondo nuovo, voi volete portare Gesù Cristo nel mondo perché è di Gesù Cristo che c’è bisogno e in lui c’è la vera gioia, c’è la vera pace”. Accogliete questo grande messaggio, questo grande dono. Non lasciatevi irretire dai messaggi accattivanti del mondo, siate alternativi. Voi siete disposti a dare la vita per Cristo, veramente? Siete disposti al martirio? Allora, o si vola alto e si ha una fede che punta ai traguardi più impossibili almeno come desiderio, o altrimenti la fede diminuisce. Noi non crediamo in un Dio che si accontenta e che ci fa essere quello che siamo. Crediamo in un Dio che è il Dio delle vette, che ci spinge in alto, che ci fa veramente volare alto. Allora qualcuno mi chiede: ”Ma io non ho le ali.” Non hai le ali? Lo Spirito Santo ti dà le ali. Io l’ho detto a voi giovani e lo ripeto ora a voi adulti: o ci poniamo i traguardi più alti nella vita cristiana, sogniamo veramente in grande e allora Dio sarà dalla nostra parte e ci darà la forza di attuarli, o altrimenti a che serve se non sai volare o non vuoi volare? Non ti servono le ali, cammini sulla terra con lo sguardo rivolto alle cose della terra, cerchi di accontentarti ogni giorno di quelle cose che ti vengono date, non alzi mai gli occhi verso il cielo, non ti viene mai il desiderio di poter uscire fuori da una certa situazione di tran tran, ti accontenti di quello che sei e questo pian piano è la morte. Sei anche giovane, ma sei già vecchio, moribondo. Solo quando desideri veramente uscire fuori, puntare il più alto possibile, allora Dio sarà con te, allora Dio ti darà questa forza dello Spirito che ti farà veramente sollevare e ti porterà a guardare con occhi nuovi tutta la tua vita dall’alto, non dal basso. Questo è il grande dono e la forza che il Signore ci ha dato. Ma occorre non spaventarsi, occorre non temere delle scelte radicali del Vangelo. Quando il giovane ricco è andato da Gesù e ha detto: “Cosa devo fare per essere felice?” Perché ha cercato? Perché aveva questo desiderio di qualcosa di più, di non accontentarsi di una vita tutto sommato tranquilla. Era ricco, aveva i soldi, era buono, osservava i comandamenti, sentiva dentro che c’era qualcosa che doveva cercare di più, ma non aveva il coraggio. Gesù ha cercato di dargli questo coraggio e gli ha proposto un traguardo certamente alto: rinunciare alle sue sicurezze. Fidati, la fede è rischio, devi rischiare! Tu hai i piedi per terra, pensi di non poter volare e allora non ti serve la fede; guardi alle cose della terra, ti accontenti di beni materiali che ti danno un po’ di felicità, non ti serve la fede; tu ti accontenti di una soddisfazione anche corporale che viene dal tuo rapporto con gli altri, non ti serve la fede. Se tu rinunci a questa sicurezza del mondo, vieni e segui Gesù, allora sì ti serve la fede, ma questa fede ti darà la vita, la vita eterna, la felicità che tu cerchi. E questo giovane che era andato pieno di gioia se n’è andato via triste perché non ha avuto il coraggio di fare questo passo ulteriore che pure sentiva nel cuore. Quanti desideri noi uccidiamo dentro di noi. Ogni giorno il Signore ci spinge a volare alto, ci fa capire e comprendere che non possiamo accontentarci della vita così, di un tran tran quotidiano e di un’esistenza scialba, a volte così piena di tanta tristezza, oppure di una gioia puramente esteriore. Perché allora dobbiamo soffocare e far morire questi desideri dentro di noi? Perché non avere il coraggio di fidarci una volta tanto della Parola di Cristo anche quando questa Parola sembra forte, difficile, forse impossibile da attuare? Se Maria non si fosse affidata a questa Parola con la forza nello Spirito Santo, non avremmo avuto l’incarnazione. Lei piccola, giovane ragazza di Nazaret ha detto si, si all’impossibile di Dio. Era una cosa impossibile umanamente, ma l’angelo le ha detto:”Non temere, avrai la forza dallo Spirito Santo”. La forza dello Spirito l’ha resa madre feconda di Dio, senza concorso d’uomo perché ha creduto; si è arresa allo Spirito. Bisogna arrendersi allo Spirito, lo Spirito è forza, è consolazione, è potenza, ma solo là dove trova una persona che si arrende a Lui, che si fida, che si affida totalmente a Lui. Allora lo Spirito compie grandi cose con i più poveri, i più semplici e così compirà anche nella vostra vita grandi cose: ma occorre non aver paura. Quante volte nei Vangeli Pasquali di questo tempo c’è l’espressione “Non temere!”, Moltissime volte. Perché? Di che cosa dovevano temere quelli che accoglievano Gesù? Lo vedevano presente nelle Sue apparizioni Maria Maddalena e gli apostoli. Perché non temere? Perché accogliere e seguire Gesù significa cambiare realmente vita. Non devi pensare che sei solo, c’è Lui che ti sostiene. Ricordate l’episodio di Pietro che cammina sulle acque? “Fammi camminare sulle acque Signore” dice Pietro e Lui:”Vieni !” Pietro parte forte, deciso, con gli occhi tesi verso Gesù, cammina sulle acque; poi però gli occhi non sono più rivolti verso Gesù, vede il vento, vede la tempesta, vede il mare e comincia a sprofondare. “Uomini di poca fede”, dice Gesù, “Perché dubitate?”, “Tu camminavi verso di Me, Io ti ho chiamato, se tu tenevi gli occhi verso di me non saresti sprofondato”. Ecco che cos’è la fede.
Che la forza dell’amore dello Spirito Santo ci spinga a guardare sempre il volto di Cristo e allora potremo camminare sulle acque, senza paura, senza timore. Il coraggio nessuno se lo dà, ma lo Spirito Santo è coraggio e fortezza, Lui ce lo offre. Non abbiate paura dunque, cari giovani e carissimi, non abbiate paura delle esigenze e dei desideri più forti che il Signore suscita nel vostro cuore. Se io avessi avuto paura non mi sarei neanche fatto prete. Ero figlio unico, mio padre e mia madre non ne volevano sapere; tante persone mi dicevano: “Perché?” Ma io mi sono fidato del Signore fino in fondo. Non è stato facile! Non è mai facile perché, il cammino dell’amore di Cristo è impegnativo ma è gioioso, è forte. Ti accorgi che veramente non sei tu che porti Gesù, ma è Lui che porta te, è Lui che porta te!
Starei qui a parlare con voi fino alle ore piccole, perché nel mio cuore quando parlo con voi, soprattutto con voi giovani, con tutti voi, mi sento veramente ricco, ricco di qualcosa che ricevo, non solo di qualcosa che dò. Le parole, questa sera, mi escono così come escono le preghiere dalle vostre labbra con molta sincerità e spontaneamente. E’ frutto dello Spirito Santo, secondo me. Quando ci si lascia veramente investire dallo Spirito si sente che, come aveva detto Gesù, lo Spirito suggerirà Lui le parole, le parole sincere. Una cosa che vi chiedo, e lo chiedo a voi tutti: dovete aiutarmi ad essere sincero come Vescovo perché, io voglio essere autentico e sincero. Guai se un giorno dovessi darvi l’impressione di parlare come un libro stampato e di essere una persona che dice le cose per mestiere. Allora dovete dirmelo, dovete rimproverarmi come l’angelo è stato rimproverato nella Chiesa di Laodicea, perché voi potete vedere con gli occhi della fede e dell’amicizia cose che a volte io non posso vedere da me. Io metto tutto davanti al Signore, ascolto la sua Parola, mi confronto con Lui, ma voglio confrontarmi anche con voi; voglio sentire che la vostra preghiera, il vostro amore e se necessario anche il vostro consiglio mi sostengano.
Questo è ciò che vi chiedo e questo è ciò che questa sera vogliamo chiedere tutti insieme al Signore, rinnovando la gioia profonda dello Spirito Santo che ci ha unito nella preghiera di lode e di ringraziamento. Lode e Gloria a Te Signore Gesù! Lode e Gloria a Te Signore Gesù!
LA VOCE DEI BERICI, SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI VICENZA, DOMENICA 16 MAGGIO 2004

IL GRUPPO ABRAMO
Il Gruppo Abramo appartiene al movimento ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Nasce a Chiampo (VI) nel 1989, per iniziativa dei responsabili diocesani del RnS e di alcuni laici che avevano fatto una profonda esperienza della potenza dello Spirito Santo nella loro vita cristiana. Si riunisce presso la Chiesa dei frati francescani di Chiampo proponendo un cammino di conversione e di incontro personale con Gesù attraverso la riscoperta dell'azione dello Spirito Santo nella vita cristiana, della Preghiera, della Parola di Dio e dei Sacramenti. Prioritario è l'impegno per la nuova evangelizzazione tanto auspicata dal Papa oltre ad una forte attenzione all'ambito sociale: mondo giovanile, famiglia, persone sofferenti (ammalati, carcerati, disabili). Al gruppo, sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Messori (famoso scrittore e giornalista cattolico), Salvatore Martinez coordinatore nazionale del RnS, Don Giovanni D’Ercole, Allan Panozza presidente internazionale dell'ICCRS, Phil Baniewicz fondatore di LIFETEEN (la più grande organizzazione cattolica giovanile degli Stati Uniti). Ricordiamo infine con profonda gratitudine al Signore il nostro caro Padre Aldo Cappello, infaticabile assistente spirituale del gruppo per oltre 10 anni e Mons. Don Giacomo Bravo delegato diocesano del RnS che sono tornati alla casa del Padre.
"Il movimento carismatico cattolico è uno dei tanti frutti del Concilio Vaticano II che, quasi una nuova Pentecoste, ha suscitato nella vita della Chiesa la fioritura di aggregazioni e movimenti particolarmente sensibili all'azione dello Spirito. Come non rendere grazie per i preziosi frutti spirituali che il Rinnovamento ha generato nella vita della chiesa e nella vita di tante persone? Quanti fedeli laici - uomini e donne, giovani, adulti e anziani - hanno potuto sperimentare nella propria vita la stupefacente potenza dello Spirito e dei suoi doni? Quante persone hanno riscoperto la fede, il gusto della preghiera, la forza e la bellezza della Parola di Dio, traducendo tutto ciò in un generoso servizio alla missione della Chiesa? Quante vite cambiate in profondità! Per tutto questo oggi, assieme a voi voglio lodare e ringraziare lo Spirito."(Giovanni Paolo II, discorso del 4 Aprile 1998)
SERVIZI E MINISTERI
INTERCESSIONE
E' il gruppo di fratelli che prega e intercede per i sofferenti, per gli ammalati (visitandoli anche a domicilio e negli ospedali) per le necessità materiali e spirituali dei singoli, dei gruppi, della Chiesa e del mondo.
TELEFONO PREGHIERA 0444.625870
tutte le sere dalle ore 22 alle 24 (linea ufficiale del RnS Italiano)
Gli operatori del Telefono Preghiera, dopo una specifica preparazione tecnica e spirituale, tutte le sere dell'anno, ascoltano e intercedono a Dio per i fratelli sofferenti e in difficoltà che da tutta Italia chiedono aiuto e preghiera. Servizio attivo dal 1998.
SERVIZIO ANIMAZIONE IN CARCERE
Sulla Parola del Signore "Visitate i carcerati" ogni mese da 4 anni anima la S.Messa festiva nelle carceri di Vicenza, portando testimonianze di vita e di conversione. Periodicamente (avvento e quaresima) svolge incontri di evangelizzazione con l'annuncio della Parola, con il canto e la danza.
PROGETTI MISSIONARI
Non si può essere veri cristiani senza l'esercizio della carità in tutte le sue forme. Da vari anni il Signore ha suscitato nel gruppo il desiderio di aiutare anche materialmente coloro che sono affamati, assetati, nudi. Nell'anno del Giubileo, è iniziato il progetto di carità "Giubileo 2000" secondo obiettivi ben precisi ed in stretto collegamento con i missionari coinvolti, che ha visto una intensa partecipazione di molti amici e tuttora in corso. Dio ama chi dona con gioia (2 Cor 9,7).
GIOVANI
- Formazione e preghiera per l’evangelizzazione: martedì giovane (salone dei musei francescani ore 20.15) cammino comunitario di formazione e preghiera per una nuova evangelizzazione.
- Missioni di evangelizzazione: più di 100 uscite di evangelizzazione in parrocchie, gruppi e movimenti ecclesiali, carceri, scuole, piazze e punti di ritrovo giovanili, discoteca, mass-media.
Occorre che ci sforziamo di raggiungere con l'annuncio di Cristo e il suo vangelo ogni persona, dentro le esperienze concrete che più la preoccupano e interessano - affetti, lavoro, studio, amicizia, sofferenza, vita sociale, tempo libero - facendoci presenti e vicini nelle case, negli ambienti di lavoro, nella scuola, negli ospedali, nello sport e persino sulla strada.” (S.E. Mons. Cesare Nosiglia– Omelia di ingresso nella Diocesi di Vicenza)
- Abramo’s Band – musica per una nuova evangelizzazione: www.abramosband.com E’ la band che dal 2001 attraverso la musica giovanile porta l’annuncio di Gesù Risorto ai giovani oltre che nell’ambito ecclesiale (parrocchie, gruppi, oratori, eventi giovanili…) anche al di fuori. (numerosi concerti in festival musicali, locali, scuole, rassegne, TV locali, spiagge, piazze…).
- Comunione
-membri dell’ufficio diocesano per i giovani
-membri della commissione per la pastorale giovanile della parrocchia di Chiampo.
DANZIAMO AL SIGNORE - Serate di Danza ebraica
Appuntamento mensile aperto a tutti il Lunedì sera
Nella Bibbia e per Israele già nei tempi antichi la danza è sempre stata vista come forma di preghiera, come celebrazione della salvezza, espressione di gioia e di lode per la presenza e l'operato di Dio in mezzo al suo popolo.(cfr. Es 15,20 e ss., Gdc 11,34)
ANIMAZIONE DEI BAMBINI
Sabato pomeriggio dalle ore 16 alle ore 18
ROVETO ARDENTE PER I GIOVANI
2 ore di adorazione dei giovani per i giovani
davanti a Gesù Eucaristia appuntamento mensile il SABATO SERA dalle 20 alle 22
PENTECOSTE 2004: UN EVENTO STRAORDINARIO
Giovanni Paolo II convoca il RnS per il Vespro di Pentecoste in Piazza San Pietro (sabato 29.05.2004)

VATICANO - In preghiera con il Papa per invocare una copiosa effusione dei doni dello Spirito su tutta la Chiesa
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Giovanni Paolo II durante l’angelus di domenica scorsa in piazza san Pietro ha detto: “Sabato prossimo, vigilia della grande Solennità della Pentecoste, alle ore 18.00, presiederò la solenne celebrazione dei Vespri. Invito gli aderenti al Rinnovamento nello Spirito Santo a partecipare, insieme a tutti i fedeli, alla veglia di preghiera per invocare su di noi e su tutta la Chiesa una copiosa effusione dei doni dello Spirito Santo”
IL SALUTO DEL PAPA AL RINNOVAMENTO E L'INCORAGGIAMENTO PER IL "ROVETO ARDENTE"
"Saluto in modo speciale i membri del Rinnovamento nello Spirito, una delle varie espressioni della grande famiglia del movimento carismatico cattolico. Grazie al movimento carismatico tanti cristiani, uomini e donne, giovani e adulti, hanno riscoperto la Pentecoste come realtà viva e presente nella loro esistenza quotidiana. Auspico che la spiritualità della Pentecoste si diffonda nella Chiesa, quale rinnovato slancio di preghiera, di santità, di comunione e di annuncio.
(Anche il Gruppo Abramo in Piazza San Pietro con il Papa)
Incoraggio a questo proposito l’iniziativa denominata "Roveto Ardente", promossa dal Rinnovamento dello Spirito. Si tratta di un’adorazione incessante, giorno e notte, davanti al Santissimo Sacramento; un invito ai fedeli a "ritornare al Cenacolo" perché, uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico, intercedano per la piena unità dei cristiani e per la conversione dei peccatori. Auguro di cuore che questa iniziativa conduca molti a riscoprire i doni dello Spirito, che hanno nella Pentecoste la loro fonte sorgiva."
(dall'omelia di Giovanni Paolo II per i Primi Vespri della Pentecoste)
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