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Benedetto XVI istituisce un «dicastero» per l'Occidente PDF Stampa E-mail

       Benedetto XVI istituisce un"dicastero" per l'Occidente.
 
     La missione di Cristo, «affidata alla Chiesa, è ancora ben
       lontana dal suo compimento». Anche per questo, ieri,
       il Papa ha annunciato l’istituzione di un nuovo dicastero
       vaticano , «nella forma del Pontificio Consiglio» ...






Benedetto XVI istituisce un «dicastero» per l’Occidente .


La missione di Cristo, «affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento». Anche per questo, ieri, il Papa ha annunciato l’istituzione di un nuovo dicastero vaticano, «nella forma del Pontificio Consiglio», con il compito di «promuovere una rinnovata evangelizzazione» nei Paesi dell’Occidente «che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di eclissi del senso di Dio». Tutto ciò costituisce dunque «una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo». 
 
Benedetto XVI ne ha dato l’annuncio durante la celebrazione, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dei primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo. Questa festa, ha detto all’inizio della sua omelia «evoca la duplice tensione, tipica della Chiesa» di Roma, «all’unità e all’universalità». Ma «il contesto in cui ci troviamo – ha spiegato subito dopo – ci chiama a privilegiare la seconda, lasciandoci, per così dire, "trascinare" da san Paolo e dalla sua straordinaria vocazione». 
 
Di qui la scelta di incentrare proprio sulla missionarietà il suo discorso. «Non c’era e non c’è solo la fame di cibo materiale – ha fatto notare il Pontefice –. C’è una fame più profonda, che solo Dio può saziare. Anche l’uomo del terzo millennio desidera una vita autentica e piena, ha bisogno di verità, di libertà profonda, di amore gratuito. Anche nei deserti del mondo secolarizzato, l’anima dell’uomo ha sete di Dio, del Dio vivente». 
 
Benedetto XVI ha citato a tal proposito l’enciclica Redemptoris missio del suo predecessore. «La missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento». Anzi, «uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio». Vi sono regioni del mondo, ha quindi aggiunto papa Ratzinger, «che ancora attendono una prima evangelizzazione; altre che l’hanno ricevuta, ma necessitano di un lavoro più approfondito; altre ancora in cui il Vangelo ha messo da lungo tempo radici, dando luogo ad una vera tradizione cristiana, ma dove negli ultimi secoli - con dinamiche complesse - il processo di secolarizzazione ha prodotto una grave crisi del senso della fede cristiana e dell’appartenenza alla Chiesa». Ecco perciò l’idea del nuovo dicastero. 
 
Si tratta, come si evince dalle stesse parole del Papa, di un segno di speranza. Benedetto XVI ha infatti voluto ribadire ciò che già aveva affermato all’inizio del suo ministero petrino. «La Chiesa è giovane, aperta al futuro». «E lo ripeto oggi, vicino al sepolcro di san Paolo – ha aggiunto –. La Chiesa è nel mondo un’immensa forza rinnovatrice, non certo per le sue forze, ma per la forza del Vangelo, in cui soffia lo Spirito Santo di Dio, il Dio creatore e redentore del mondo».  
 
È vero che «le sfide dell’epoca attuale sono certamente al di sopra delle capacità umane: lo sono le sfide storiche e sociali, e a maggior ragione quelle spirituali». Ma è altrettanto vero che proprio Gesù, ha fatto notare il Pontefice, «aveva loro dimostrato che con la fede in Dio nulla è impossibile, e che pochi pani e pesci, benedetti e condivisi, potevano sfamare tutti». 

ECUMENISMO

Papa: «I cristiani siano uniti per evangelizzare l'Europa» 

Papa Benedetto XVI ha esortato tutte le Chiese cristiane, cattoliche, protestanti e ortodosse a unire le forze in una "nuova, intensa, attività di evangelizzazione, non solo tra i popoli che non hanno mai conosciuto il Vangelo, ma anche in quelli in cui il Cristianesimo si è diffuso e fa parte della loro storia". L'appello di Ratzinger è arrivato stasera, durante la cerimonia ecumenica dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le mura al termine della tradizionale settimana di preghiera per l'unità dei cristiani."Non mancano, purtroppo - ha osservato il Pontefice parlando di fronte ai rappresentanti delle altre chiese cristiani - questioni che ci separano gli uni dagli altri e che speriamo possano essere superate attraverso la preghiera e il dialogo, ma c'è un contenuto centrale del messaggio di Cristo che possiamo annunciare insieme".  
 
In cammino verso una "piena comunione", i cristiani - ha rimarcato il Papa - sono chiamati ad offrire una testimonianza comune di fronte alle sfide sempre più complesse del nostro tempo quali la secolarizzazione e l'indifferenza, il relativismo e l'edonismo, i delicati temi etici riguardanti il principio e la fine della vita, i limiti della scienza e della tecnologia, il dialogo con le altre tradizioni religiose". 
 
"Vi sono poi ulteriori campi - ha proseguito - nei quali dobbiamo fin da ora dare una comune testimonianza: la salvaguardia del creato, la promozione del bene comune e della pace, la difesa della centralità della persona umana, l'impegno per sconfiggere le miserie del nostro tempo, quali la fame, l'indigenza, l'analfabetismo, la non equa distribuzione dei beni".




 
 
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